BLUES IN CAMPUS 2026 seconda edizione
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Blues, satelliti, città
Il territorio e l’ambiente in cui viviamo sono in continua trasformazione. La lettura di questi cambiamenti può passare attraverso approcci diversi. Da una parte i satelliti documentano scientificamente e con estrema precisione i processi di urbanizzazione, dall’altra le condizioni ambientali, nella loro mutevolezza, sono da sempre un elemento di grande importanza nell’espressione artistica di musicisti e compositori.
L’obiettivo di Blues in Campus, anche in questa seconda edizione 2026, è trovare connessioni tra queste diverse chiavi di lettura, quella musicale e quella scientifica, prendendo in considerazione il caso del Blues, che è fortemente radicato nel territorio e da questo influenzato, basti pensare al passaggio dal Blues del Delta a quello di Chicago. In Italia in particolare il blues, come altre musiche di influenza afroamericana, è arrivato in coincidenza con l’avvio dei processi di urbanizzazione e modernizzazione, contribuendo a modificare gli stili di canto, la strumentazione e il sound.
Workshop
Contribuiscono al dibattito durante i workshop pomeridiani studiosi e esperti di prestigiosi centri di ricerca e enti spaziali (Agenzia Spaziale Europea, Agenzia Spaziale Italiana, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Istituto per la Ricerca Ambientale), di realtà accademiche (Università Tor Vergata, Università La Sapienza, Università di Pavia) e di importanti istituzioni musicali nazionali quali l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, del Ministero della cultura.
Concerti
Come nel 2025, i concerti, curati dalla Direzione Artistica del M° Mario Donatone prevedono ogni sera tre momenti: 1. l’apertura con una delle band emergenti selezionate nel corso dell’anno durante il contest Blues in Campus Anteprima; 2. lo spazio per il blues italiano di qualità; 3. la conclusione con affermati artisti internazionali.
Rassegna di cortometraggi
Una novità dell’edizione 2026 è la prima Rassegna di cortometraggi “EO Soundtracks”, in programma presso l’Agenzia Spaziale Europea. Le opere sono realizzate tramite elaborazione di immagini satellitari e composizioni musicali originali e le vincitrici saranno proiettate a Villa Mondragone.
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Blues in Campus 2025 Prima edizione
Blues in campus – Musica e scienza nel tempo del cambiamento climatico è un festival che si svolgerà il 3-4-5- ottobre 2025 in più spazi di Villa Mondragone (Monte Porzio Catone, RM). L’obiettivo è intrecciare musica e scienza per affrontare temi sociali e ambientali, quali il cambiamento climatico e la sostenibilità territoriale. Le iniziative saranno:
- incontri tra scienziati, studiosi e compositori che hanno trattato il tema del cambiamento climatico;
- esecuzione di opere nate da laboratori interdisciplinari tra studenti universitari.
- concerti, con artisti di fama internazionale che del blues rappresentano lo stile, ma anche la capacità di esprimere il disagio e la disincantata osservazione della realtà.
Villa Mondragone, con la varietà dei suoi spazi, con la sua tradizione di luogo in cui arte, scienza e cultura si sono intrecciate in diverse occasioni, è la cornice ideale per ospitare questo progetto artistico e scientifico nato recentemente presso l’Università di Tor Vergata dalla sinergia tra docenti e studenti di Musicologia e di Ingegneria (Prof. Fabio Del Frate, Prof.ssa Serena Facci).
L’obiettivo è un esperimento di contaminazione tra culture e sensibilità completamente diverse, quella musicale e quella più prettamente scientifica. Dati scientifici, immagini satellitari e intelligenza artificiale ci informano sui cambiamenti ambientali, la musica può tradurre questo messaggio in emozioni, e quindi aumentare, toccando corde profonde della nostra sensibilità, il grado di consapevolezza di ognuno di noi.
IL WORKSHOP MUSICA-SCIENZA.
Oltre a caratterizzare la scelta degli artisti e del repertorio che verrà presentato, la tematica del rapporto tra la musica e sensibilità ai temi ambientali sarà oggetto di alcuni dibattiti che precederanno quotidianamente l’evento più prettamente musicale. Nel festival infatti sono previsti workshop ai quali interverranno musicisti, musicologi, antropologi e scienziati. Tra i primi, come esempio, il M° Giorgio Battistelli, compositore di CO2,opera commissionata dal Teatro alla Scala nel 2015 e fortemente applaudita dal pubblico giovane, il cui intento è stato proprio quello di esprimere in musica il cambiamento climatico. Tra gli scienziati interverranno tra gli altri esperti dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana, quest’ultima ha anche offerto il patrocinio dell’iniziativa.
GIOVANI, MUSICA, AMBIENTE. Ai giovani il festival dedicherà due momenti di musica dal vivo particolarmente originali: per la prima volta alcuni studenti dei corsi di Musicologia attivi presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, proporranno loro composizioni in vari stili musicali (dal gospel, al folk, alla musica elettronica), inspirate da immagini del pianeta acquisite da piattaforme satellitari, a loro volta selezionate dagli studenti dei corsi di Ingegneria della stessa Università. Questa è un’esperienza sicuramente innovativa di laboratorio multi-disciplinare che combina la musica con le tecniche di monitoraggio ambientale (telerilevamento, osservazione della terra, intelligenza artificiale) e che durante l’anno accademico si è articolata anche in incontri tra studenti di musicologia e ingegneria. L’altro momento è l’esibizione, durante i concerti, di giovani band o artisti singoli selezionati da una giuria di esperti durante alcuni eventi anteprima che si sono svolti durante la prima metà dell’anno.
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Blues in Campus ha il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana e ha come sponsor le aziende GEO-K, ReMedia, GMATICS.
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